Il Senato ha approvato il ddl “Semplificazioni” (A.S. 1184) che porta da 20 a 70 anni dalla produzione la durata del diritto esclusivo sulle fotografie semplici, intervenendo sull’art. 92 della legge 633/1941. Per le opere fotografiche creative resta la protezione vita dell’autore più 70 anni. Ora il testo passa alla Camera per il via definitivo.
La novità riduce il divario tra fotografia documentaria e opere creative e dà ossigeno a archivi, agenzie, studi e freelance. Con più anni di esclusiva, i cataloghi acquistano valore e stabilità, ma serviranno contratti aggiornati, workflow di clearing più accurati e una tariffazione coerente con durate e riusi estesi.
Il confronto resta aperto. Wikimedia Italia segnala il rischio di un accesso più difficile al patrimonio visivo recente, con possibili ricadute su ricerca, progetti collaborativi e memoria collettiva. È un richiamo utile a mantenere equilibrio tra tutela degli autori e circolazione legittima delle immagini, soprattutto per usi culturali e informativi.
Nel frattempo, il settore si muove. Identità Fotografiche da tempo spinge per un pacchetto organico: estensione della tutela, riconoscimento effettivo del credito d’autore, standard minimi di metadatazione (IPTC/XMP), persistenza del credito lungo la filiera digitale, procedure rapide di notice & credit/compensation e contratti-tipo per PA, musei, archivi ed editori. È l’ossatura pratica che rende la riforma utilizzabile giorno per giorno.
Il comparto dell’artigianato e delle microimprese creative accoglie positivamente la riforma, mentre una parte del mondo della conoscenza teme ricadute sull’accesso al patrimonio visivo recente. Identità Fotografiche, AFPA (Associazione Fotografi Parlamentari), FPA (Fotoreporter Professionisti Associati), AFS (Associazione Fotografi Sportivi) e AIRF (Associazione Italiana Reporter Fotografi) parlano di una prima buona notizia e auspicano un voto favorevole anche alla Camera, sottolineando la volontà delle istituzioni di allinearsi ai nuovi tempi e il valore della compattezza tra associazioni di categoria.
Il giudizio del presidente di Identità Fotografiche Maurizio Riccardi è favorevole ma cauto: «L’estensione a 70 anni riconosce valore economico e professionale anche alla fotografia documentaria. Bene il principio. Ora serve che la Camera chiarisca con precisione regime transitorio, archivi pubblici e opere orfane, e metta a terra linee guida e contratti-tipo. Solo così la riforma diventa un’opportunità concreta per autori, editori e istituzioni, senza appesantire l’accesso culturale».
Il messaggio complessivo è quindi positivo e realistico: tutela più lunga, sì, ma con regole chiare e gestibili.
Fonte: agrpress.it Foto: Samantha Zucchi
